« Le sabbie del tempo »

 

 

 

<< Le sabbie del tempo non si fermano. Gli anni passano, volenti o nolenti...ma noi possiamo ricordare...

Quel che è perduto rivive nelle nostre memorie. Ciò che ascolterete è imperfetto e lacunoso, ma serbatelo come un tesoro, poichè senza di voi non esisterebbe.

Vi narrerò una storia a lungo dimenticata, celata nella nebbia incantata dei tempi: prima della nascita dei padri dei vostri nonni, e si, prima ancora dei loro padri, sorsero i cavalieri dei draghi....>>

 

Eragon si avvicinò alla parete con curiosità, Oromis gli aveva detto che gli avrebbe mostrato i suoi fairth e il ragazzo sentiva di averne proprio bisogno dato che i suoi erano pessimi, continuavano ad essere sfuocati ai lati mentre al centro erano perfettamente messi a fuoco.

"Avvicinati Eragon"

Il ragazzo si voltò e vide Oromis accanto ad una parete con in mano alcuni fairth, fece come gli era stato detto e si avvicinò sedendosi poi accanto a lui

"Questi sono alcuni dei fairth che ho conservato" disse Oromis, uno strano scintillio balenò nei suoi occhi mentre sorrideva, come se tenesse tra le mani un grande tesoro "neanche io so perché"

Il giovane cavaliere guardò attentamente mentre Oromis li sfogliava, erano per lo più immagini di paesaggi, alcune volte venivano ritratti dei draghi, l'ultimo però era differente

"Questo è l'unico fairth che mi è rimasto in cui sono raffigurate delle persone" spiegò il maestro "gli altri sono andati persi.." la sua voce si incrinò e un'ombra passò sul suo volto, Eragon capì che le persone raffigurate erano probabilmente morte.

 

Nell'immagine erano raffigurati due ragazzi e una ragazza distesi su un prato verdeggiante, avevano gli occhi chiusi e i loro volti erano sereni; al loro fianco Eragon vide tre spade di tre differenti colori, dovevano essere cavalieri.

"Lui è Fëanor Galathil" iniziò Oromis indicando il ragazzo che stava al centro. Aveva i capelli corti e dorati che riflettevano i raggi del sole, i suoi occhi erano chiusi e un mezzo gli attraversava le labbra "un umano come te e un buon spadaccino Il suo drago si chiamava Mìriel" Eragon notò che aveva una spada d'un verde accesso stretta nella mano destra

"Questo invece è Estel Lyn-Annárë, elfo di nobile stirpe"

Eragon guardò attentamente il ragazzo che gli veniva indicato: era anche lui biondo ma i suoi capelli erano più lunghi rispetto all'altro ragazzo e i tratti del viso più dolci "un cavaliere promettente, usava la magia come pochi" Oromis sorrise "aveva uno splendido drago rosso fuoco, Daeron"

 

Infine Oromis puntò il dito contro l'immagine dell'unica ragazza rappresentata nella foto "Lothiriel Náriël Linwëlin, umana anche lei"

La ragazza aveva la pelle scura, ma non quanto Nasuada che era l'unica donna di colore che Eragon avesse mai visto e quindi l'unica con cui poteva fare paragoni. Lothiriel aveva un viso elegante e i riccioli castani le incorniciavano il giovane volto.

"Agile e veloce come una gatta" disse Oromis svegliando Eragon dai suoi pensieri "il suo drago è uno dei più ricordati, Ohen ma è ricordato come Ohen il gagliardo"

La voce di Oromis si spese ed Eragon capì che doveva essergli costato caro ricordare.

I tre giovani che Eragon vedeva in quel fairth erano stati allievi di Oromis e il maestro doveva aver sofferto per la loro prematura scomparsa, e ritrovarseli davanti dopo tanto tempo, felici ed ignari del destino che li attendeva, doveva aver risvegliato in lui vecchie ferite.

 

 

"Osserva i fairth che ti ho mostrato" disse il maestro con voce piatta dopo una lunga pausa "e impara" detto questo si alzò e lasciò Eragon solo con i suoi pensieri. Il giovane raccolse il fairth che ritraeva i tre cavalieri e lo osservò attentamente e per un attimo gli sembrò quasi di trovarsi assieme a loro, nell'epoca in cui non c'era Galbatorix, non esistevano tiranni né oppressi, e i draghi volavano ancora.

 

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Due spade cozzarono con violenza, due giovani apprendisti cavalieri si stavano allenando con foga, entrambi avevano capelli biondi e lucenti. Il più grande dei due non doveva avere più di 21 anni e aveva lunghe orecchie a punta, che mostravano la sua natura elfica.

Stringeva nella mano sinistra una spada d'un rosso fuoco che brillava come un diamante "Troppo lento" disse schivando il fendente del compagno con una grazia e una leggerezza che solo un elfo poteva possedere

"Sempre il solito" borbottò l'altro ragazzo, passando la spada d'un verde acceso dalla mano sinistra alla destra con una mossa fulminea prima di tentare di nuovo di colpire l'elfo.

 

"Basta così"

I due si voltarono, mentre il maestro si avvicinava a loro.

"Direi che può bastare".

Brom era molto diverso da come Eragon lo ricordava. I suoi capelli non erano grigi ma castano scuro e portava una leggera barba sul mento "bel combattimento, ma direi che può bastare. Feanor, Estel, non vorrei che Oromis mi rimproverasse di nuovo per avervi fatto stancare troppo" aggiunse sorridendo e dando una sonora pacca sulla spalla ad entrambi.

 

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Eragon aprì improvvisamente gli occhi.. cos'era quello? un sogno?

Ricordava bene i visi che aveva visto, erano due dei ragazzi che Oromis aveva mostrato a lui proprio quel giorno..

Ben sapendo che non sarebbe più riuscito a dormire Eragon decise di scendere per godersi un pò dello splendido panorama e fu lì che incontrò Oromis

 

"Notte insonne?" domandò il maestro con la sua solita voce calma e dolce

"Ho fatto uno strano sogno" si arrischiò a dire il giovane cavaliere

"Strano?" chiese Oromis avvicinandosi per vedere meglio il suo volto

"Ho sognato i cavalieri che mi avete mostrato nel faith" spiegò Eragon guardando incerto la pallida luna "mi chiedevo.. che fine hanno fatto"

Il maestro Ormis scosse la testa, sembrava triste come Eragon non lo aveva mai visto

"Sai benissimo che fine hanno fatto" disse semplicemente "sono stati uccisi dai Galbatorix e i suoi seguaci, tanto, tanto tempo fa."

 

Eragon annuì, lo aveva immaginato però...

"Era come se fossi con loro" cercò di spiegare "mi sembrava di essere tornato indietro quando i cavalieri esistevano ancora.."

"I cavalieri esistono ancora" lo interruppe Oromis con un sorriso benevolo "e tu ne sei la prova"

Il giovane cavaliere annuì nuovamente e decise che era inutile continuare a fare domande, Oromis non gli avrebbe probabilmente risposto "Grazie per avermi ascoltato" disse dopo un attimo di esitazione "buona notte maestro"

"Buona notte a te Eragon"

 

**

 

Eragon sperava in una sonno senza sogni ma si sbagliava, i tre cavalieri tornarono di nuovo nei suoi sogni anche questa volta

In piedi davanti ad un grande faggio stava Brom, sembrava più vecchio rispetto all'altro sogno e una lunga ferita gli attraversava la guancia destra, sembrava comunque molto più giovane di quando lo aveva conosciuto Eragon.

Stava immobile, come pietrificato, e guardava davanti a sè con aria triste

"Qui finiscono i cavalieri" sussurrò accarezzando la spada rosso fuoco che stringeva nella mano destra.

Fece un gesto strano, come un saluto mal riuscito, e poi si voltò allontanandosi velocemente ed Eragon fu quasi certo di aver visto una lacrima rigare il suo volto.

 

Nonostante Brom se ne fosse andato Eragon era ancora immerso in quel sogno, come se non potesse uscirne.

Decise di avvicinarsi e posizionarsi proprio dove stava prima il cavaliere, per vedere cosa avesse attirato tanto la sua attenzione e lo avesse fatto addirittura commuovere.

Avvicinandosi la prima cosa che vide fu una scritta "Qui giace Vrael, capo dei cavalieri dei draghi, che combatté contro Galbatorix e fu da lui slealmente sconfitto"

Eragon ricordava la storia di Vrael e di come Galbatorix lo aveva battuto, Brom gliela aveva raccontata tempo fa.

Abbassando lo sguardo vide una bara trasparente dove vi vedeva il cavaliere sdraiato con la spada bianca stretta tra le mani, erano dunque tombe di cavalieri?

 

Voltandosi vide che erano almeno venti e subito l'occhio gli cadde su una d'un rosso accesso "Qui riposa Daeron il giusto, drago del cavaliere Estel". Il cuore di Eragon saltò un battito, quello era uno dei cavalieri che gli aveva mostrato Brom.

Si avvicinò velocemente per vederlo, infatti accanto alla tomba del drago c'era una tomba identica a quella di Vrael ma sdraiato c'era un ragazzo molto più giovane, i suoi dolci lineamenti erano rimasti intatti e la sua bellezza elfica traspariva nonostante la morte.

"Qui giace Estel, il saggio" recitò Eragon spostando gli occhi per scorgere i compagni, non gli ci volle molto a trovarli.

Fëanor riposava poco più in là, "Fëanor il coraggioso" recitava la scritta e "Mirel la dolce" riposava accanto a lui.

Lothiriel, l’unica ragazza che aveva camminato nei suoi sogni, stava poco più in là “leale” recitava la scritta sotto il suo nome, e “Ohen il gagliardo” dormiva al suo fianco.

 

Eragon strinse i pugni con rabbia.. quei ragazzi, e come loro molti altri, erano morti per colpa di Galbatorix, era stato lui a portare tutto quel male..

(E’ per questo che combattiamo) sentì Saphira sussurrargli nella mente

(E ce la faremo Saphira.. ora ne sono certo) rispose il ragazzo convinto

 

 

 

<< .. e ora i cavalieri del drago sono praticamente estinti e Galbatorix ci governa.>>